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Un “Patto per la Lettura”
Le Digital Humanities scendono in piazza
A piccole e a grandi dosi

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Crisi dell’editoria, calo dei lettori ed espansione del consumo di contenuti digitali sono fattori spesso messi in relazione. Ma aldilà dell’annoso quesito se l’editoria digitale possa imprimere un nuovo verso alla diffusione della lettura e compensare le vendite del libro su carta, editoria digitale ed editoria cartacea sono destinate a convivere, o la prima è destinata progressivamente a sostituire la seconda? E con quale impatto?

I dati disponibili relativamente al nostro paese – ma anche ad altri paesi europei come la Francia o la Germania – ci dicono ad esempio che gli e-book crescono, ma non abbastanza da colmare il calo della lettura tradizionale (G. Roncaglia. Crisi dell'editoria e diffusione del digitale | Doppiozero). Si tratta quindi di capire quale ruolo possano concretamente svolgere le Digital Humanities nella divulgazione di contenuti appetibili e quale opportunità possano offrire a un’editoria sensibile all’innovazione.

Un caso è quello della casa editrice Short Édition che nel sud della Francia, nel centro storico di Grenoble, ha installato un distributore automatico e gratuito di storie brevi per ottimizzare i tempi d’attesa negli uffici pubblici.
Niente schermi touchscreen o libri in mano quindi, ma un biglietto automatico che diffonde estratti, racconti inediti o famosi di lunghezza differente, in base al tempo di lettura che si digita sul distributore (tra uno e cinque minuti).
Un’idea per ridare vita e condividere la piazza, intesa come agorà, cuore pulsante di ogni attività e d’innovazione culturale.
Una bellissima iniziativa che potrebbe essere esportata in altri paesi e, perché no, in Italia.

Proprio l’Italia con Milano è stata scelta come “città del libro” 2015 e ha visto, nell’arco dell’anno, il fiorire di diverse iniziative e movimenti sociali proprio grazie all’utilizzo dei canali digitali e del social network.
L’iniziativa #ioleggoperchè ha avuto come obiettivo quello di stimolare chi legge poco o non legge affatto e ha reso protagonisti i lettori, chiamando all’azione la piazza virtuale e i social.

Nella prima edizione di questo progetto portato a termine con l’evento del 23 aprile 2015, sono stati affidati 240mila libri a lettori appassionati chiamati “messaggeri” che, a loro volta, consegnavano ad altri non-lettori questi racconti e ne raccoglievano le impressioni, condividendo poi il loro “messaggio” sui social network.

Innovare diventa la “parola d’ordine” anche per le strutture più radicate a Milano, come per il sistema bibliotecario che con “SBM diventa Social” ha inaugurato la sua piattaforma social. Uno strumento d’approfondimento e d’informazione, utile al cittadino/“contatto” per consultare segnalazioni su eventi (#succedeinbiblio), ma anche rubriche di specifico interesse.

Milano città in fermento. Milano raccordo di cultura e sperimentazione.
Milano sede della nascita del “Patto di Milano per la Lettura” sancito il 23 ottobre 2015.
Uno strumento di sviluppo delle politiche di promozione del libro che individuano nella letteratura, un valore sociale e una risorsa strategica su cui investire.

La lettura come “passaggio essenziale per la costruzione di un’idea di cittadinanza più consapevole” (cit. Comune di Milano), come strumento di crescita culturale dell’individuo fondamentale per l’innovazione e lo sviluppo economico e sociale della città.

I firmatari del patto - gli Assessori alla Cultura, Istruzione e Politiche sociali del Comune di Milano; il Centro per il Libro e la Lettura del MiBACT; l'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia; il Comitato BookCity Milano; i presidenti delle associazioni nazionali di categoria degli editori, bibliotecari e librai; l'Associazione Librerie indipendenti milanesi; il Laboratorio Formentini per l'editoria di Milano - hanno dato vita, nel mese di novembre scorso, a un tavolo di coordinamento che ha avuto l’onere di individuare gli obiettivi di lavoro per il prossimo biennio. Al termine del quale sarà organizzata una biennale milanese della lettura.
Naturalmente i primi a essere coinvolti in azioni concrete saranno bambini, non-lettori e scuole.

Ora non ci resta che stare sintonizzati e scoprire quali iniziative Milano, ma su questo modello anche altri centri grandi e piccoli d’Italia, avranno in serbo per il 2016. Per la lettura, per la crescita culturale e la consapevolezza dei propri cittadini, per lo sviluppo economico e sociale del loro territorio. 


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