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L’Isola dei Ragazzi: “utopia realistica”
grazie all’amore per la natura
e al crowdfunding

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Una bellissima idea avvicina il piccolo paesino piemontese di Mosso (Biella) alla sarda isola della spiaggia rosa, Budelli. È una storia che parla di rispetto per l’ambiente, di amore per il proprio Paese, di impegno civico e del desiderio di preservare l’unicità di un territorio.


L'ISOLA EI RAGAZZI

Durante l’ora di matematica nella IIB della Scuola Media Alberto Garbaccio, il prof. Giuseppe Paschetto ha preso spunto da un articolo de La Stampa, che parlava della volontà del magnate neozelandese Michael Harte di vendere il suo paradiso privato, parte dell’arcipelago della Maddalena, per fare un’esercitazione. L’isola sarà venduta per 3 milioni di euro. Quanti soldi dovrebbe mettere ogni scolaro italiano per far tornare Budelli proprietà di tutti? Secondo i calcoli dei ragazzi della IIB, se ogni studente donasse 0,50 centesimi, l’utopia diventerebbe presto realtà. Per l’ex giudice costituzionale Paolo Maddalena, i ragazzi di Mosso “hanno colto in profondità lo spirito della Costituzione”, secondo la quale la proprietà pubblica viene prima di quella privata. 


Dicono gli studenti: “Vorremmo diventasse l’Isola dei ragazzi”, un paradiso per gli studenti, non solo italiani, ma di tutta Europa. Lo scopo è proprio evitare che Budelli finisca nuovamente in mani private, un’esclusiva che già per troppo tempo ha impedito alla collettività di godere della bellezza dell’isola rosa.


L’iniziativa ha suscitato un entusiasmo contagioso: studenti, media, ambientalisti, istituzioni, sia in Italia sia all’estero, si sono mobilitati. Tutti vogliono donare per contribuire a restituire ai cittadini l’isola-paradiso. Il successo è tale che la pagina Facebook Non si s-Budelli l'Italia conta, al momento, più di 5.000 fan e i post sono stati tradotti in inglese.
Proprio grazie alla risonanza internazionale che l’iniziativa della IIB ha avuto, il prof. Paschetto è stato contattato da uno dei responsabili della raccolta di crowdfunding, attivata da due coniugi neozelandesi, per comprare la meravigliosa spiaggia di Abel Tasman e restituirla, così, ai loro connazionali. Anche in questo caso, l’idea ha subito avuto un gran successo sui social network e le donazioni hanno presto superato l’importo (0,23 centesimi a testa) che, secondo i calcoli della coppia, sarebbero stati sufficienti se ogni neozelandese avesse contribuito alla causa.


È notizia di oggi che l’utopia è diventata realtà: la spiaggia è stata acquistata dai cittadini, con un piccolo contributo del Governo, e adesso è proprietà di tutti. Chissà se anche il Governo italiano deciderà di aiutare gli studenti a riprendersi Budelli, ma, in ogni caso, è ormai molto probabile, nonché auspicabile, che la IIB vinca la sua sfida: presto sarà aperto un conto corrente bancario, ma sarà possibile donare anche attraverso la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso.


IL SUCCESSO DEL CROWDFUNDING

Il crowdfunding è l’altro protagonista dell’iniziativa. Grazie a questo strumento, che si fonda sul sostegno collettivo per la realizzazione di progetti che possono avere sia scopi sociali sia scopi imprenditoriali, tutti noi possiamo contribuire alla realizzazione di un’idea donando anche solo un euro, poco più del costo di un caffè. Molte start-up sono nate così, ma c’è anche chi ha comprato casa o girato il mondo grazie al finanziamento collettivo.


Secondo il report il Crowdfunding in Italia, pubblicato dall’Università Cattolica di Milano, si contano 82 piattaforme attive nel nostro Paese durante il 2015, ben il 68% in più rispetto al 2014. Sono 100.924 i progetti presentati nel corso dello scorso anno (+108% rispetto al 2014) e il 30% di questi ha avuto successo. Le campagne culturali e sociali sono le più gettonate, mentre solo il 20% sono progetti a scopo imprenditoriale (è prevista una crescita di quest’ultimi nel 2016).  

Gli studenti di Mosso ci ricordano che dobbiamo imparare a riconoscere come nostro il territorio che ci circonda, preservandolo come un tesoro, perché è ciò che ci rende orgogliosi del nostro Bel Paese. Dovremmo tornare a guardare il mondo con l’innocente lucidità dei bambini, per non perdere/svendere la nostra anima, riconoscendo così che si può godere del bello senza necessariamente possederlo, che la natura dovrebbe essere un bene di tutti e non patrimonio di pochi e, infine, che “l’unione fa la forza”, fatto testimoniato dal successo di uno strumento democratico come il crowdfunding. 


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