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La vita al tempo della Sharing Economy

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Non c’è periodo migliore del 25 aprile o del 2 giugno per pianificare una fuga dalla città, approfittando della primavera e del fatto che quest’anno le feste “cadono bene”. Un abile utilizzo dei servizi che la rete offre, ci consente di costruirci il perfetto - o quasi - viaggio low-cost. Un passaggio in auto, per cominciare, me lo procura Blablacar, un letto a condizioni imbattibili lo trovo sicuramente su Airbnb, fisso un appuntamento con una guida turistica su GuideMeRight per conoscere la città e, per “immergermi” nelle usanze del posto, prenoto la cena a casa di un intraprendente sconosciuto grazie a Gnammo.
È l’era della sharing economy, dove tutto, dai servizi alle competenze, è condivisibile con altri, gratis o a pagamento, grazie a una connessione a internet


LA FILOSOFIA DELLA SHARING ECONOMY

Necessità fa virtù e la sharing economy è l’espressione creativa della gestione di un bisogno. Le tante app che scarichiamo sui nostri cellulari sono nate proprio durante la più grave crisi economica dai tempi del 1929. I giovani senza lavoro si sono inventati servizi di condivisione per sbarcare il lunario e offrire ai tanti precari come loro case, babysitter, passaggi e altro a prezzi dimezzati rispetto a quelli del mercato tradizionale.


Si instaura un rapporto paritario (peer to peer) in cui qualcuno offre il proprio tempo o qualcosa che gli appartiene a un altro utente. L’accordo lo trovano le parti, la piattaforma mette semplicemente in contatto domanda e offerta. Questo sistema, in realtà, non è affatto nuovo. Basta pensare alla millenaria pratica del baratto, tornata di moda dopo secoli per via della crisi economica, come dimostra il caso dei tanti gruppi nati su Facebook. La filosofia è cambiata: in questi tempi di precarietà e instabilità non ci si può più permettere il lusso di possedere, perché non si sa se tra tre mesi saremo in grado di continuare a pagare le rate dell’auto, quindi è meglio usufruire del car sharing al bisogno. 


C’è chi osanna la sharing economy come forma democratica di superamento del capitalismo, e chi, invece, la vede come una forma di caporalato 2.0. Il commentatore economico Paul Mason su The Guardian ha definito l’economia dello scambio come “l’anticamera del comunismo digitale” perché va a vantaggio dei ceti medio-bassi, mentre l’economista Robert Reich è convinto che questo sistema contribuisca ad aumentare le disuguaglianze e lo sfruttamento. I critici, infatti, la chiamano gig economy (economia dei lavoretti) e affermano che si sta creando una nuova forma di precariato: gli utenti che per arrotondare si offrono come “tassisti” con Uber o come petsitter attraverso Petme, per esempio, vengono trattati dalla piattaforma come lavoratori autonomi mentre, in realtà, somiglia più un rapporto di tipo subordinato. Le polemiche divampano in tutto il mondo e suscitano anche accese proteste. Le categorie come quella dei tassisti e degli albergatori protestano contro Uberpop e Airbnb perché le piattaforme e gli utenti che offrono il servizio guadagnano senza pagare le tasse e senza possedere le autorizzazioni che, invece, gli esercenti tradizionali sono costretti ad avere.


REGOLAMENTARE LE START-UP 

Per regolamentare questo nuovo scenario, incentivando al tempo stesso il proliferare di start-up, l’Intergruppo parlamentare per l’Innovazione ha depositato lo scorso 2 marzo alla Camera la prima proposta di legge in Europa sull’economia condivisa. Tra i principali punti della bozza troviamo: il Registro elettronico nazionale delle piattaforme di sharing economy, il ruolo di vigilanza svolto dall’AGCM come garante del rispetto della concorrenza, ma soprattutto è previsto che la piattaforma faccia da sostituto d’imposta. La questione fiscale è infatti il nodo principale dal momento che, secondo recenti calcoli, si potrebbero recuperare 450 milioni di euro di elusione. Verrà stabilita un’aliquota del 10% per i ricavi fino a 10 mila euro annui generati degli utenti. Sarà la piattaforma che verserà direttamente allo Stato l’importo, l’utente quindi non dovrà preoccuparsi di nulla. Chi supera i 10 mila euro, invece, si vedrà applicare un’aliquota proporzionale alla somma di tutti i suoi redditi.


La proposta sembrerebbe esser stata bene accolta da gran parte degli esperti del campo, anche perché è un riconoscimento dell’importanza di questo nuovo tipo di scambio economico. I legislatori hanno chiesto l’aiuto dei cittadini per migliorare la legge. I suggerimenti saranno raccolti sulla piattaforma Making Speech Talk fino al 31 maggio e le proposte approvate verranno inserite nel testo finale. Intanto, Regione Lombardia si è già mossa aggiornando la legge regionale sul turismo per permettere l’esistenza di canali come Airbnb. 


NUOVA IMPRENDITORIA

Che piaccia o no, non si può tornare indietro. È un fenomeno in continua espansione, come ha registrato il rapporto presentato all’evento SharItaly 2015, organizzato lo scorso novembre da Collaboriamo (vedi l’articolo #SHARINGECONOMY: TRA START-UP E GRANDI AZIENDE C’È LA COMUNITÀ).  Sono 187 le piattaforme attive in Italia, comprese quelle estere, ovvero il 35,5% in più rispetto al 2014, di cui 7% ha oltre 500 mila utenti. I settori in cui si concentrano maggiormente le piattaforme sono: i trasporti (19%), lo scambio di beni di consumo (15%), il turismo (15%), l'alimentare (9%) e la cultura (9%). Solo il 16% delle piattaforme, però, ritiene che ci sia bisogno di norme ad hoc. 


Il ruolo svolto dalla comunicazione è stato anche stavolta fondamentale. Senza il web, il passaparola e l’informazione, nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile. Le iniziative non sono entità fisiche, ma esistono solo in virtù del mezzo di comunicazione che le promuove, le app appunto. Partendo dallo scambio tra vicini, grazie all’evoluzione tecnologica e al bisogno delle persone di mettersi in contatto con altri in ogni angolo della Terra, siamo arrivati alla rivoluzione del web prima e alla new economy dopo. Non sappiamo se arriveremo mai a una società senza negozi, in cui tutto diventerà virtuale, ma è certo che l’innovazione non si fermerà. 



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