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IL MARKETING CHE CAMBIA. OCCHI PUNTATI SULLA GENERAZIONE Z

È arrivato oggi il momento di dedicare le proprie attenzioni alla generazione successiva, la Generazione Z. Sono loro che nel 2020 costituiranno il 40% di tutti i consumatori. 

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Molte aziende in cerca del proprio target si sono rivolte fino a oggi ai Millenials, a quella generazione cioè nata tra i primi anni ‘80 e la fine degli anni ‘90 - fino all'inizio degli anni 2000 -, e cresciuta nella fase di passaggio tra l’analogico e il digitale.

È arrivato oggi il momento di dedicare le proprie attenzioni alla generazione successiva, la Generazione Z. Sono loro che nel 2020 costituiranno il 40% di tutti i consumatori.

Chi sono, che abitudini di acquisto e di fruizione dei media hanno? Come adattare il proprio modello di comunicazione ai bisogni di questo nuovo segmento demografico?

Chi sono i Gen Z

La generazione Z raggruppa le persone nate tra la metà degli anni ’90 fino al 2010oggi sono circa 2 miliardi di persone nel mondo, e secondo la ricerca TranZition realizzata da Ketchum, contribuiscono già oggi con circa 44 miliardi di dollari all’economia americana.

Sono a tutti gli effetti una generazione immersa al 100% nel digitale, la prima mobile-first della storia, che vive il mercato del lavoro e della pubblicità in maniera molto diversa dai loro predecessori, i Millenials.

 

Le caratteristiche della nuova generazione

-  Se i Millenials utilizzavano 3 device (laptop, smartphone e tablet), la generazione Z ne usa 5, alcuni dei quali insieme (smartphone, TV, laptop, desktop e tablet).

-  La loro soglia di attenzione è in media di 8 secondi, cioè incredibilmente bassa. Sono persone che sono esposte a una pioggia continua di stimoli e call to action commerciali, e che hanno pertanto imparato a selezionare velocemente quello che è pertinente e di interesse per loro.

-  Sono sempre meno su Facebook e sempre più si incontrano su social più attenti alla privacy come Snapchat, Secret e Whisper: Instagram e YouTube sono le piattaforme social più diffuse tra i ragazzi, con dei dati che non possono essere ignorati. Secondo un rapporto del Global Web Index il 57% della Generazione Z ha guardato almeno un Vlog nell’ultimo mese, con un focus particolare sui video di celebrity o vlogger famosi. Più del 70% è su Instagram.

Sempre secondo il rapporto del Global Web Index, più del 40% afferma di essere influenzata dalle opinioni degli altri e segue senza remore quelle delle celebrity sui social media: è una generazione cresciuta con il native advertising al posto della pubblicità tradizionale, con post social sponsorizzati, sensibile all’influencer marketing, a campagne pubblicitarie cioè che prevedono il coinvolgimento di influencer.

- Navigano online tramite smartphone tra gli eCommerce, ma il 77% vuole visitare di persona il negozio fisico.

-  Sono attenti alle spese, alla qualità, alla sostenibilità, eredi di una generazione che ha vissuto e vive momenti di difficoltà economica e lavorativa.

-  Cercano l’autenticità, anche da parte dei brand, con campagne ed esperienze più verosimili possibili, dove la commercializzazione passa attraverso il sentirsi parte di qualcosa e una distanza ravvicinata con l’azienda: sono la generazione che ha visto le prime campagne no-Photoshop.


Che tipo di marketing pensare per la Generazione Z

Un po’ per la soglia di attenzione, un po’ per l’utilizzo diverso dei social, il marketing per la generazione Z deve essere pensato per una fruizione rapida:

-  Se, ad esempio, la propria attuale strategia si basa su video che scorrono su YouTube e questi sono anticipati da spot pubblicitari, si corre il rischio che questi vengano percepiti come una fastidiosa interruzione, compromettendo il livello di attenzione.

-  I contenuti più efficaci saranno visuali e brevi, pensati per essere distribuiti su più piattaforme.

-  La rapidità passa anche nell’esperienza di acquisto: secondo uno studio di Accenture la generazione Z sarebbe disposta a pagare di più per il suo acquisto se questo fosse abbinato una consegna molto veloce, magari entro un’ora.

-  Affezionati al negozio fisico, ma fedeli alla navigazione online? Ecco che la visita in negozio diventa uno dei passaggi del customer journey, come fa già oggi Sephora con l’esperienza del Click and Collect (compri online, ritiri in negozio dopo due ore).

-  L’influencer marketing prende uno spazio sempre maggiore nelle strategie aziendali, soprattutto quando è veicolato attraverso canali come  YouTube e ai video in genere.

È il turno ora di pensare strategie per questo nuovo target, per avvicinarsi a una generazione che ha esigenze di una comunicazione breve, visuale, video, legata agli influencer e mobile-first.

 


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