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IL CASO NEGRINAUTICA:
UN BRAND DI RIFERIMENTO PER LA VELA ITALIANA

Una realtà conosciuta nel mondo della vela agonistica e amatoriale vuole armonizzare la sua immagine e rafforzare la sua presenza sul web 

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In oltre 40 anni, Negrinautica ha costruito la sua credibilità offrendo agli appassionati di sport acquatici un servizio che va ben oltre la classica attività di vendita. La sfida con cui si è confrontata behind the cloud è stata quella di aumentare la popolarità del brand così da contribuire alla sua affermazione come punto di riferimento per il mondo della vela.

Pietro Negri, volto e anima di Negrinautica, racconta in quest’intervista come il restyling delle linee creative e l’adozione di un’articolata strategia di comunicazione digitale abbia armonizzato l’immagine del brand e reso riconoscibile il marchio su tutti i canali.


Come mai avete deciso di affidarvi a un'agenzia, anziché continuare a gestire in prima persona la comunicazione di Negrinautica?

Per tanti anni abbiamo gestito direttamente la comunicazione in maniera, direi, “casareccia”. Però - presi dalla quotidianità - non riuscivamo a dare continuità né all’immagine né alla comunicazione. Non eravamo efficienti. Siamo pochi e ci dobbiamo occupare dei clienti, dei fornitori, di sistemare la merce, aggiornare il sito,... Comunicavamo solo quando avevamo tempo, anche se ci rendevamo conto di avere tanto da dire. Infatti, abbiamo una grande varietà di prodotti e ci occupiamo di tante attività sportive praticate dai nostri clienti, inoltre sponsorizziamo una serie di competizioni veliche. Molte cose belle da raccontare quindi, ma senza conoscere i modi giusti o avere il tempo per farlo

All’inizio la scelta è stata difficile: non sapevamo dove “sbattere la testa”, visto che di agenzie di comunicazione ce ne sono milioni. Avevamo in mente cosa fare, ma ciò di cui avevamo veramente bisogno era qualcuno che ci aiutasse a mettere in ordine le nostre idee e ci indicasse una strategia per comunicare in modo riconoscibile e costante i tanti prodotti - così differenti tra loro e di brand tra loro concorrenti -, ma anche i successi degli atleti che sponsorizziamo e le regate a cui partecipiamo. Questo lavoro di “pulizia e ordine” è stata l’esperienza più importante condivisa all’inizio con behind the cloud. Fatto questo, abbiamo stilato una tabella di marcia che va avanti qualunque cosa accada. Il primo anno è servito per “settarci”, adesso riusciamo a seguire la nostra programmazione. Non solo, behind the cloud ci spinge a pianificare e a pensare in chiave strategica. I risultati di questa collaborazione si vedono: i clienti oggi capiscono cosa è Negrinautica, ci vedono di più sul web, abbiamo un’immagine lineare e pulita e a noi piace quello che facciamo insieme.


L’agenzia si è occupata del restyling delle linee creative e di elaborare un’articolata strategia social e di digital adv. Secondo te, queste attività hanno rafforzato la presenza di Negrinautica sul web?

Sì, la nostra presenza sul web si è rafforzata, ma è un processo a cui stiamo ancora lavorando e sarà completato nel momento in cui metteremo online il nuovo sito.

A livello di percezione, i nostri clienti vedono che siamo costanti nella comunicazione. Riconoscono il marchio, come lo utilizziamo, quando, ad esempio, parliamo di Zhik, quando di NeilPryde, di Gul, grazie a scelte grafiche specifiche che identificano i vari brand. Tutte idee, questa e altre, suggerite da behind the cloud e che, secondo me, hanno contribuito a fare chiarezza e ad accostarci ai marchi prestigiosi del settore che vendiamo.


Quindi possiamo dire che oggi Negrinautica ha un’unica voce e uno stile riconoscibile su tutti i suoi canali?

Sicuramente sì. Negrinautica è un contenitore: è Laser, è Zhik, è Gul, è NeilPryde, adesso è anche F-One, è altre barche… è tante cose. Noi prima uscivamo come Negrinautica, come Laser Italia, qualcuno magari ci conosceva solo come Zhik. Invece, adesso - grazie alla “pulizia” che abbiamo fatto - la gente ci riconosce sempre come NeilPryde, Zhik, ecc., però vede Negrinautica come minimo comun denominatore di questi brand.


Avete avuto riscontri positivi e sono cresciuti i contatti con appassionati di sport acquatici in Italia e all'estero rispetto a quando non comunicavate in modo continuativo e strategico?

Abbiamo avuto diversi riscontri da parte di fornitori, competitor, colleghi e clienti. Tutti si sono accorti di questo cambio di immagine, del fatto che comunichiamo in modo professionale. Posso fare un esempio: siamo stati contattati da parte di fornitori di marchi prestigiosi e, in alcuni casi, abbiamo dovuto rifiutare l’offerta perché sono concorrenti dei brand che già rappresentiamo.

Noi abbiamo una nostra storia, siamo sempre stati presenti sul mercato, ma sicuramente spingendo con la comunicazione - essendo più presenti sul web - si nota che lavoriamo bene e ciò incentiva produttori che vogliono sbarcare in Italia a farsi avanti. Questo era uno degli obiettivi che ci eravamo posti con behind the cloud: essere riconosciuti dalle case produttrici estere come partner ideali per il mercato italiano, un punto di riferimento per il mondo della vela. 


Quali sono i prossimi step previsti per consolidare la vostra posizione nel mondo della vela?

Nel biennio 2017-2018 vogliamo concentrarci sul rinnovamento del sito. Ci piace avere un rapporto diretto con i clienti, accoglierli nelle nostre sedi, ma è importante anche che l’e-commerce faccia passi avanti perché è una vetrina con potenzialità altissime.


Ph. Credits: Martina Orsini

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