facebook image

I NUOVI PIONIERI CHE FANNO VOLARE IL SUD

blog post image


C’è un luogo che diventa ogni giorno più “fertile” per le imprese e le start-up, ma a cui pochi pensano istintivamente. C’è un luogo pieno di giovani talentuosi che sfruttano le potenzialità dei new media e le loro competenze in materia di innovazione per dare concretezza a nuove idee di business, anche grazie al supporto di iniziative statali e di privati. Quel luogo che pullula di idee all’avanguardia che possono contribuire a far ripartire il Paese è il Sud Italia.


I PIONERI DEL DISSESTO

Se i dati snocciolati ogni mese dai vari istituti di ricerca su occupazione e stato dell’economia non sono molto incoraggianti, è bene comunque non dimenticare che qualcosa si muove, sempre.
Storie di ventenni laureati che si rifiutano di lasciare la propria bellissima ma, lavorativamente parlando, “arida” terra, e decidono di scontrarsi con la burocrazia soffocante, con il “Lascia perdere, non ne vale la pena” e con la preoccupazione della famiglia, perché credono nelle potenzialità del proprio territorio e coltivano il sogno di vederlo fiorire un giorno. Storie di nuovi pionieri– c’è chi li ha definiti “pionieri del dissesto” - che diventano simbolo e danno speranza, per questo è giusto raccontarle.
Avere le idee chiare su cosa si vuole fare, crederci così tanto da non scoraggiarsi mai, essere aggiornati sulle tante iniziative che mirano ad aiutare i giovani talenti e, soprattutto, saper usare i social network per promuovere se stessi e la propria proposta d’innovazione, sembrano essere le condizioni necessarie per arrivare al successo.


L'ORTO DI FAMIGLIA

Ha invaso tutti i canali di comunicazione la storia di Stefano Caccavari, laureando in economia che ha rinunciato alla possibilità di lavorare negli Stati Uniti per amore della sua terra, la Calabria. Il suo progetto “Orto di Famiglia” nasce nel 2014, in seguito alla vittoria ottenuta dal movimento di protesta, guidato proprio da Stefano, sulla discarica-ecomostro che sarebbe dovuta sorgere su un terreno coltivabile tra Catanzaro e Lamezia Terme, di cui lui possiede 2 ettari. Questo spazio viene ora affittato, per 750€ annui a lotto, a famiglie della zona con il fine di coltivare frutta e verdura bio senza scopo di lucro, perché il cibo è prodotto in quantità sufficienti al fabbisogno di ogni nucleo. Stefano e lo zio Franco si occupano di coltivare la terra, mentre le 155 famiglie raccolgono i frutti nel weekend. Il successo dell’iniziativa è tale che nuovi Orti di Famiglia dovrebbero sorgere anche in città come Roma e Milano nel corso del 2016. Ma il giovane imprenditore non si ferma qui. Infatti, ha attivato una campagna di crowdfunding per ricostruire entro 6 mesi un mulino con macine in pietra originali, strumento antico che consente una lavorazione della farina lenta, bio e di eccezionale qualità. Come nel caso di “Orto di Famiglia”, il passaparola sui social media è fondamentale anche per la riuscita di quest’ultima iniziativa. Migliaia di euro sono già stati raccolti, grazie a donazioni arrivate da parte di gente comune di tutta Italia, ma anche da fornai, pizzaioli e cuochi famosi che non vedono l’ora di far assaporare ai loro clienti i prodotti ricavati dalla farina del “Mulino di San Floro”.  


ARTE E CULTURA NEL CUORE DELLA SICILIA

Chi pensava poi che nel cuore della Sicilia, in un paese dell’entroterra di trentaduemila anime, sarebbe mai sorto un centro culturale capace di richiamare artisti da tutto il mondo? Florinda Saieva e Antonio Bartoli hanno deciso di trasformare Favara (Agrigento) nel primo parco culturale e turistico italiano: “Cercavamo un modo per trasformare e migliorare il posto in cui viviamo, per noi stessi e per le nostre figlie. In Italia, nessuno fa nulla se non arrivano soldi pubblici. Ma se ci limitiamo ad aspettare e criticare, che differenza c’è fra noi e le persone che critichiamo?”, hanno dichiarato alla stampa inglese. Così nel 2010 nasce Farm Cultural Park, un luogo magico fatto di sette cortili uniti da casette bianche situate nel centro di Favara, da cui fuoriescono coloratissime opere d’arte contemporanea. L’ingresso è gratuito e oltre ad ammirare collezioni d’arte provenienti da tutto il mondo, è anche possibile partecipare a workshop, ascoltare concerti, comprare oggetti vintage o di design e fare degustazioni di prodotti locali. Inutile dire che tutto il paese ne ha tratto giovamento: all’improvviso sono arrivati i turisti e con loro sono sorti B&B, hotel e ristoranti, innescando così un virtuoso processo economico.


INIZIARE CON UNA STARTUP

Restiamo in Sicilia per parlare di Startup Messina, community nata nel 2015 per aiutare i giovani del posto ad aprire una start-up attraverso percorsi formativi, eventi e collaborazioni istituzionali. Come recita il loro profilo Facebook: Il nostro obiettivo è quello di aiutare i giovani, e non solo, a credere che si può essere imprenditori di se stessi scegliendo di non mettere da parte aspirazioni e ambizioni personali.(…) Bisogna avere le idee giuste e gli strumenti adatti, saper coinvolgere gli altri e trovare i fondi per avviare l’attività. L’ultimo grande evento organizzato dalla Community è stato Startup Weekend Messina, una tre giorni svoltasi lo scorso novembre che ha visto 11 team di giovani innovatori esporre la propria idea di business a imprenditori che dovevano scegliere quale realizzare. 


CONTRIBUIRE ALLO SVILUPPO DI NUOVE IDEE IMPRENDITORIALI 

Sono diversi i bandi, promossi sia da enti pubblici sia da privati, atti a finanziare idee che diffondano una cultura imprenditoriale incentrata sull’innovazione per imprimere uno slancio positivo al Mezzogiorno. Power2Innovate, per esempio, è un bando promosso lo scorso luglio da Cogipower, TEH-A, con la partecipazione di La Fondazione del Merito, che mira a sostenere lo sviluppo di attività d’impresa proposte da under 35 nei campi dell’energia, dell’agro-alimentare e ICT. Smart&Start Italia è un incentivo del Ministero dello Sviluppo Economico nato nel 2014 per sostenere l’economia digitale, la ricerca e far rientrare i “cervelli in fuga”. È una misura a sportello, ovvero le piccole start-up inoltrano la domanda online e le idee ritenute idonee vengono finanziate fino a esaurimento fondi (200 milioni di euro). Il progetto, inizialmente pensato solo per le realtà del Sud e poi esteso a tutt’Italia, ha finora supportato 442 imprese.
I bandi italiani seguono la scia di quelli internazionali. Tra i tanti, segnaliamo l’Entrepreneurs for Social Change, programma formativo di un anno realizzato a Torino da United Nations Alliance of Civilizations e dalla Fondazione CRT, in collaborazione con la Farnesina e l’ONU. Giovani di 26 paesi dell’area del Mediterraneo, tra cui l’Italia, sottopongono la loro idea di imprenditoria sociale alla commissione. Questa sceglie 20 potenziali imprenditori, li fa partecipare al corso e affianca loro un mentore che li guida nella realizzazione del progetto nel loro Paese d’origine. L’idea è quella di sviluppare imprese sociali nuove che possano contribuire allo sviluppo economico soprattutto di luoghi in cui ci sono guerre e situazioni di estrema povertà, come Palestina e l’area del Nord Africa, per esempio. 


I GIOVANI CHE RISCATTERANNO IL SUD

Questi progetti e la moltitudine di bandi dedicati al rilancio di realtà segnate da decenni di incuria e abbandono testimoniano una voglia di rinascita che contagia soprattutto il Sud Italia. Personalità con spiccato spirito imprenditoriale e innovativo colgono la peculiarità di una sfida che scaturisce dal disagio e invertono la logica che spinge i più ad andarsene. Aldilà dei benefici economici, è il cambiamento culturale che innescano il vero volano della svolta. 


Rimani in contatto con noi

Per offrirti il miglior servizio possibile behind the cloud utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. | Cookie policy | Accetto