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ESSERE O NON ESSERE DIGITALI?

Ancora nel 2016 c’è bisogno di parlare dei vantaggi della digitalizzazione: il 40% degli imprenditori italiani afferma che internet non sia utile alla propria azienda, eppure, secondo l’Istat, le PMI che investono sul web vedono aumentare la produttività tra il 7% e il 23%. Vi spieghiamo perché una PMI deve scegliere il web superando la diffidenza.

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“Facciamo il minimo indispensabile: sito con qualche info e una pagina Facebook con belle foto. Basta, no? Tanto a cosa servirà…” Questo discorso non vi suona nuovo, vero? Ma la risposta è: “Sbagliatissimo! Serve a tantissimo, ma bisogna farlo nel modo giusto”.


Lo scenario però, almeno in Italia, non è così roseo…  


INNOVAZIONE DIGITALE vs CULTURA ITALIANA

Già in occasione del workshop L'implementazione dell'Agenda Digitale Italiana e le nuove sfide della rete - tenutosi a gennaio in Presidenza del Consiglio dei Ministri e che ha visto la partecipazione del padre di Internet Tim Berners Lee - è emerso il contrasto tra una capacità tecnologica reale degli attori dell’innovazione digitale italiana (Telecom, Fastweb ecc.) e una cultura che agisce da “freno” all’innovazione.



Ecco il principale ostacolo alla vera innovazione dell’economia italiana: la mancanza di una cultura digitale diffusa. Un problema sia a livello politico – che il Governo cerca di risolvere, per esempio, con il recente Piano Nazionale Industria 4.0, proponendosi di estendere la banda larga, stanziare fondi dedicati alla brevettazione e al co-matching con startup e garantendo facilitazioni fiscali per l’acquisto di macchinari innovativi - sia a livello imprenditoriale, ovvero quello delle PMI.


Ma che potenzialità di crescita ha oggi una PMI che sceglie di rimanere fuori dal digitale?
Al giorno d’oggi molto bassa. 


MA SIAMO DAVVERO COSÌ INDIETRO? SÌ, LO SIAMO

Le ricerche dimostrano che internet è un vero e proprio strumento propulsore per la crescita d’impresa. Infatti, secondo uno studio del 2015 realizzato da Unioncamere in collaborazione con Google, le aziende con una presenza attiva sul web incrementano del 10% la loro produttività, hanno un aumento del fatturato di 5,7 punti superiore a quello dei concorrenti offline ed esportano quasi il doppio (Il digitale, motore di sviluppo per l’Italia2015).


Eppure, secondo i Giovani Imprenditori di Confindustria, in Italia c’è ancora un ritardo digitale che costa ben 2 punti di PIL, ovvero 700.000 posti di lavoro. Anche i numeri dell’e-commerce fanno riflettere: solo il 5,1% delle PMI italiane utilizza l’e-commerce e ammonta al 4,8% la quota del fatturato complessivo delle imprese italiane generato grazie alla vendita online.


Per fortuna ci pensano i giovani imprenditori a dare una spinta verso l’innovazione, perché sono naturalmente più portati a buttarsi da subito nel mondo del web. Infatti, delle aziende da loro fondate nel 2014, il 65% sono nate già attive sul web e, di queste, il 45% vuole vendere online (Il digitale, motore di sviluppo per l’Italia, 2015).


TUTTI USANO FACEBOOK, MA POCHI PER LAVORO

Alzi la mano chi non ha un profilo Facebook… aziendale? Sempre la ricerca condotta da Unioncamere e BigG mostra come solo il 21% delle PMI (con almeno 10 addetti) usa i social media a scopo di business, contro una media UE del 27% e il 40% delle imprese inglesi!


Eppure i social sono il motore del digital marketing
, come dimostra il caso del locale di tramezzini Tramé, che grazie a un uso strategico di Facebook ha incrementato gli accessi al suo sito del 95% e il suo fatturato del 50%. Altro esempio di successo è il caso di Berto Salotti, diventato pure una famosa case study di Google. Dal 2000 al 2014, Filippo Berto ha puntato tutto sul web partendo dal sito-vetrina e finendo con un sito internazionale dove presenta e vende i suoi prodotti, puntando sullo storytelling con BertoStory - il primo blog di arredamento italiano - e curando le digital PR e la presenza sui social media. I risultati? +100% di fatturato negli ultimi cinque anni, 30% di vendite internazionali, 20% degli acquisti effettuati online.


COME SI FA A INIZIARE? METTENDO ORDINE

Se le percentuali di crescita vi hanno convinto a prendere in considerazione l’idea di avvicinarvi al web allora vi starete chiedendo: “Quali sono i primi passi da intraprendere per sbarcare sul pianeta web?” Mettere ordine. Questo è il mantra che deve guidare la vostra scelta.


Il web, per sua natura, ci porta a fare un quadro della nostra identità, inducendoci a comunicarla in modo semplice e intuitivo. Questo è uno dei grandi pregi dei social, ad esempio, perché fanno emergere ciò che veramente siamo senza troppe complessità. Altrettanto avviene quando si apre un profilo aziendale e ci poniamo il problema di riempirlo di contenuti. Da lì a prendere coscienza di ciò che ci rende unici - del nostro asset identitario si direbbe in gergo tecnico – e a comunicarlo in modo intelligente, ovvero positivamente opportunistico, il passo è breve. Questo significa “mettere ordine”. Una volta fatto, potrete allora prendere confidenza con i meccanismi strategici e tecnici che rendono efficace il web nella vendita diretta dei vostri servizi.


Questo è l’inizio per incominciare a far volare i numeri. Che in fin dei conti, non sono così male.


È un percorso. Da fare per passi.

Piuttosto, trovate qualcuno che rispetti i vostri tempi nel farlo.

Per esempio, qui ci sono i nostri contatti :P

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