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A OGNI STORIA IL SUO FORMAT

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Raccontare è un nostro istinto naturale, è ciò che ci rende umani, dice lo scrittore Jonathan Gottschall in L'istinto di narrare. Tutti noi abbiamo una storia. Anzi, tante storie da raccontare. Al tempo dei social media, però, queste storie non restano tra le mura di una casa o di un bar, ma le condividiamo pubblicamente con i nostri amici o follower sul web. Un po’ perché bramiamo l’attenzione degli altri, un po’ perché condividere esperienze e punti di vista ci rende più “affascinanti”, un po’ per ampliare il nostro network di conoscenze.

 

Consapevole della necessità che tutti noi abbiamo di raccontare, ogni canale ha ideato un suo formato per aumentare l’engagement consentendo agli utenti di diventare sharecaster, ovvero creatori di contenuti realizzati secondo una linea editoriale corrispondente alla personalità di chi scrive.

 

Ma perché i social cercano nuovi modi di evolversi puntando sempre più sulla narrazione? Lo fanno per “trattenere” gli utenti sulla loro piattaforma, in particolare le aziende che, avendo a disposizione format sempre più innovativi per farsi conoscere, saranno tentate di fare pubblicità sui social anziché su altri canali.

UNA NARRATIVA ORIGINALE

Un social network che mixa diversi tipi di narrativa dando vita a storie originali è Storify. Il racconto, infatti, si sviluppa alternando il testo a una raccolta di post di Facebook, foto di Instagram, tweet, video di Youtube e link, creando così relazioni tra pagine diverse e fornendo un nuovo “servizio” a chi vuole saperne di più su un certo argomento. 


Storify è uno strumento che usiamo spesso sia per scrivere gli articoli del nostro blog sia per raccontare le attività realizzate per i nostri clienti. Anziché leggere il solito testo con due foto, Storify ci piace proprio perché movimenta il racconto. Non solo, questo non resta chiuso all’interno di un’unica piattaforma, ma può essere condiviso sugli altri social e sui blog, generando così un alto potenziale di diffusione.


Storify è utile, ad esempio, per raccogliere la rassegna stampa tradizionale e integrarla con la rassegna social, come in Mare Forza Venti: gli scatti più belli di Rastrelli e Roccati che immortalano la vela. Oppure, per raccontare il successo avuto da un evento attraverso la selezione di post, articoli, tweet, ecc, che mostrano come altri ne hanno parlato, come in CVCP Garnell Sailing Team: nascita di una partnership. O ancora, per riportare un evento sportivo alternando descrizioni a video, post e tweet, come in LaserPerformance Collegiate Cup 2016 – LPCC.

 

Questo modo di raccontare è così efficace e coinvolgente che Twitter, social che ha bisogno di nuove idee per attirare utenti, l’ha “copiato” creando Moments“un modo per raccontare storie su Twitter tramite una collezione di tweet”, come spiega la stessa azienda. 



ALLA RICERCA DEL FORMAT GIUSTO

Le storie raccontate sui social devono intrattenere, il loro valore deve essere immediatamente percepibile dagli utenti e la fruizione deve essere rapida perché, si sa, abbiamo poco tempo per leggere, tutto è veloce su internet e il nostro livello di concentrazione è sempre più basso.

 

Ecco che allora spuntano nuovi modi di coinvolgere il pubblico come i video in diretta streaming su Facebook (Facebook Live) o Twitter (Periscope) che gli amici/follower/fan possono commentare sul momento, i mini video Stories fruibili per sole 24 ore su Instagram (ne abbiamo parlato in Instagram Stories: come catturare follower in pochi attimi), Canvasl’adv di Facebook strutturata, piacevole e coinvolgente per mobile, o ancora Note, lo spazio blog pensato sempre da Facebook.


Persino Youtube vuole ora offrire qualcosa di più della semplice fruizione di video. Ha capito l’importanza della narrazione e del confronto, per questo ha ideato Community, uno spazio in cui dialogare, condividere immagini, gif animate, e ovviamente video, con i propri follower.



SPAZIO ALLA COMUNICAZIONE SMART

Che si tratti di un testo o di un video, la narrazione è sempre il racconto di un’esperienza e ogni azienda ha bisogno di comunicare se stessa costruendo, giorno dopo giorno, una narrativa complessa. 

 

I tool che abbiamo visto insieme rappresentano degli “accessori” in più per la comunicazione di un brand. La diretta di un evento, la presentazione di un nuovo prodotto con Note, ripercorrere la storia dell’azienda attraverso uno Storify o un video su Youtube: il racconto della marca può essere sviluppato in tanti modi diversi. Può sembrare un’ovvietà, ma usare questi tool sapientemente alimentandoli con contenuti di qualità aiuta davvero il brand a emergere nel vasto mare del web.


Un esempio perfetto di uso smart e innovativo dei formati social l’ha dato la startup italiana Stk Europe, famosa per l’e-commerce di device glistockisti.it. Appena uscita l’app di Twitter Periscope, la società ha pensato bene di fare una “televendita 2.0”, ospitando blogger e influencer durante la diretta streaming per svelare in anteprima dei nuovi modelli di smartphone (unboxing) che i follower hanno potuto comprare sul momento, dal loro cellulare, tramite l’app de glistockisti. Geniale! Tanto da diventare una case history internazionale. Ma il ritorno economico? C’è stato, eccome: smartphone sold out in soli 35 minuti!


Pensate in modo innovativo, lasciatevi affiancare da esperti di comunicazione e magari la prossima case history potrebbe parlare della vostra azienda!

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